Domenico Del Rio, La Stampa 09/03/2000, 9 marzo 2000
Sono penitente e me ne vanto! «Che Papa Wojtyla abbia voluto riportare nel tempo presente un passato di Chiesa avvolto spesso in un annebbiamento del Vangelo (’Il presente del passato è la memoria”, diceva Sant’Agostino) per purificarne in qualche modo il ricordo con una richiesta di perdono a Dio e agli uomini, è certamente una delle poche cose decenti cui assistiamo in questo passaggio di secolo
Sono penitente e me ne vanto! «Che Papa Wojtyla abbia voluto riportare nel tempo presente un passato di Chiesa avvolto spesso in un annebbiamento del Vangelo (’Il presente del passato è la memoria”, diceva Sant’Agostino) per purificarne in qualche modo il ricordo con una richiesta di perdono a Dio e agli uomini, è certamente una delle poche cose decenti cui assistiamo in questo passaggio di secolo. [...] Ma ben poco cristiana sembra essere anche una celebrazione esaltativa del pentimento. Poco cristiana sembra questa specie di esibizione e di compiacimento della proclamata richiesta di perdono. Non può rasentare un’incoerenza evangelica? Si condannano errori o orrori del passato, quasi che il presente di uomini che si proclamano cristiani non abbia macchie di infedeltà e contraddizioni. Non sono le grandi violenze, le grandi ingiustizie, che danno la dimostrazione di non essere cristiani: queste danno soltanto la dimostrazione di non essere uomini civili. Sono altre (e piccole?) cose che contrassegnano il cristiano di fronte al mondo».