Renato Ferraro Corriere della Sera 18/03/2000, 18 marzo 2000
La Cina aveva definito Chen un nemico e aveva minacciato la guerra nel caso gli elettori l’avessero votato
La Cina aveva definito Chen un nemico e aveva minacciato la guerra nel caso gli elettori l’avessero votato. Ma gli esperti internazionali prevedono che gli accorti dirigenti di Pechino sapranno esprimere una politica più realistica. «Anche allo scopo di non compromettere i rapporti strategici ed economici con gli Stati Uniti (Washington ha convocato l’ambasciatore cinese invitando il suo governo a moderare i toni della propaganda). Per salvare la faccia troveranno una scappatoia. Probabilmente sospenderanno ogni azione in attesa dell’insediamento del nuovo capo di Stato, il 20 maggio, e poiché in questi due mesi Chen farà offerte di dialogo e concederà gli scambi commerciali diretti che la Cina invoca da 15 anni, il PCC sentenzierà ”Attendiamo la prova dei fatti” e affermerà di aver piegato l’avversario».