Renato Ferraro Corriere della Sera 16/03/2000, 16 marzo 2000
«I tre grandi protagonisti della partita strategica taiwanese, Cina, Taiwan e Stati Uniti fondano le loro politiche proprio sull’ambiguità, la doppiezza, gli ondeggiamenti
«I tre grandi protagonisti della partita strategica taiwanese, Cina, Taiwan e Stati Uniti fondano le loro politiche proprio sull’ambiguità, la doppiezza, gli ondeggiamenti. In questo triangolo la sfiducia è totale. La Cina diffida di Taiwan, sempre più lontana sul piano economico e anche su quello politico, da quando negli anni ’80 ha svoltato verso la democrazia. E diffida dell’America che desidera partecipare al suo sviluppo ma vede in lei una aspirante e temibile superpotenza. Taiwan rifiuta gli ”abbracci fraterni” d’una Cina che ha come obiettivo numero uno dei suoi programmi di riarmo proprio la riconquista dell’isola, ma ha anche paura del protettore americano, tentato di costringerla a patteggiare con i comunisti per proseguire la marcia di avvicinamento a Pechino. E l’America è preoccupata tanto dall’acceso nazionalismo cinese quanto dai problemi creati dai governanti di Taipei, i quali provocano la Repubblica Popolare con dichiarazioni quasi indipendentiste, proprio allo scopo di indurre Pechino a minacciare guerra e Washington ad armare Taiwan».