K.S. Karol, il manifesto 19/03/2000, 19 marzo 2000
La vera battaglia si fa nei corridoi: da una parte la nomenklatura politica, dall’altra i grandi banchieri del ”banqueburo”
La vera battaglia si fa nei corridoi: da una parte la nomenklatura politica, dall’altra i grandi banchieri del ”banqueburo”. «I sette banchieri, guidati da Boris Berezovsky e Vladimir Potanin, che nel 1996 avevano finanziato lo stato maggiore di Eltsin diretto da Anatoly Chubais, dopo la vittoria si sono sentiti in diritto di dettare a Eltsin la loro politica. Berezovski l’ha perfino scritto nel ”Financial Times” del 9 novembre 1996 e ha battezzato il nuovo sistema col nome di ”banqueburo”. I sette oligarchi fondatori, contrariamente alla leggenda, non vengono dalla nomenklatura sovietica, dalla categoria dei trafficanti che hanno saputo profittare delle riforme liberiste per diventare immensamente ricchi. George Soros che li conosce bene, ha cercato invano di convincerli ad abbandonare ”il capitalismo da banditi” e optare per un’economia più civilizzata. Il finanziere americano è convinto che è stato Berezovski a scegliere Putin come successore di Eltsin [...] Un Putin plebiscitato dagli elettori potrebbe diventare abbastanza indipendente da contestare il potere eccessivo della oligarchia [...]». Il premio Nobel Alexander Solgenitzin da un’intervista a ”Der Spiegel”: «Hanno scelto Putin ritenendo che sia il più adatto a rendere intoccabile il bottino dei grandi ricchi e lo prova il suo primo decreto che garantisce l’immunità a Eltsin alla sua famiglia, un decreto incredibile».