La Stampa, 12/03/2000, 12 marzo 2000
A 15 anni Vladimir Putin aveva già in mente di fare l’agente segreto. Dall’intervista rilasciata a Natalia Gevorkian di ”Kommersant”, ripubblicata su ”La Stampa” del 12 marzo: «Sono andato perfino a vedere la sede del Kgb
A 15 anni Vladimir Putin aveva già in mente di fare l’agente segreto. Dall’intervista rilasciata a Natalia Gevorkian di ”Kommersant”, ripubblicata su ”La Stampa” del 12 marzo: «Sono andato perfino a vedere la sede del Kgb. Sono entrato e mi ha ricevuto un tizio che, per quanto possa sembrare strano, mi ha ascoltato serio e poi mi ha detto ”Certo ci fa piacere, ma onestamente non prendiamo chi si offre di propria iniziativa. E poi assumiamo solo chi ha fatto il militare o si è laureato”. Ovviamente ho chiesto cosa dovevo studiare. ”Qualsiasi cosa”. Ma cosa è preferibile? ”Giurisprudenza”. Ho capito e mi sono iscritto alla facoltà di legge di Leningrado». E poi si sono ricordati di lei? «Certo possono aver preso nota della mia visita, ma probabilmente mi hanno considerato solo un ragazzino». Allora come è finito al Kgb? «A metà del quarto anno di studi all’improvviso sono stato contattato da un ”addetto ai quadri” che si è qualificato senza presentarsi. Mi ha telefonato a casa. In seguito ho saputo che lavorava al dipartimento che supervisionava le università. Ha detto di voler parlare della mia assegnazione: ”Per ora non dirò dove”. Ma io ho capito subito. Ci siamo dati appuntamento nell’atrio della facoltà. L’ho aspettato per 20 minuti e pensavo: ”Mascalzone, mi ha preso in giro, mi ha ingannato”. Stavo per andarmene quando è arrivato con il fiatone ed è passato subito al dunque: ”C’è tempo, ma in genere, cosa diresti se ti offrissero un lavoro negli organi”?».