Astrit Dakli, il manifesto 24/03/2000, 24 marzo 2000
Costo di un kilowattora di elettricità in Russia: 1,3 centesimi di dollaro (circa 10 volte di meno che in Europa occidentale e un terzo o un quarto di meno rispetto alle repubbliche ex sovietiche)
Costo di un kilowattora di elettricità in Russia: 1,3 centesimi di dollaro (circa 10 volte di meno che in Europa occidentale e un terzo o un quarto di meno rispetto alle repubbliche ex sovietiche). Su questa energia a costo bassissimo si regge ancora in piedi l’attuale sistema di relazioni socio-economiche: «I cittadini possono riscaldarsi ed usare luce ed elettrodomestici anche se il loro reddito è miserabile; le aziende (tra cui alcune di enorme importanza nazionale, come quelle dell’industria e dell’alluminio) possono evitare gli ammodernamenti tecnologici che consentono di risparmiare energia e continuano a produrre a basso costo con i vecchi metodi; le amministrazioni pubbliche, a partire da quella statale, possono tenere bassi i loro budget e quindi sopportare una enorme evasione fiscale, base di partenza per il sistema di corruzione e ruberia che domina nel paese. Lo spreco di energia, che era una caratteristica tipica del sistema sovietico, lo è rimasta anche nel far west del decennio successivo: prima serviva per dare grandezza al paese ora per tenere buona la gente».