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 2000  aprile 01 Sabato calendario

«Quello che ha scritto il colonnello Antonio Pappalardo non è normale in un Corpo fedele nei secoli, ma è pur sempre il testo di un sindacalista, un carabiniere tribuno, ex parlamentare, ex governante, un po’ socialdemocratico, un po’ pattista, infine seguace di Alleanza Nazionale, insomma un tipetto un po’ strambo da prendersi sul serio a metà, come tutti quelli che amano mettersi in vista a ogni costo

«Quello che ha scritto il colonnello Antonio Pappalardo non è normale in un Corpo fedele nei secoli, ma è pur sempre il testo di un sindacalista, un carabiniere tribuno, ex parlamentare, ex governante, un po’ socialdemocratico, un po’ pattista, infine seguace di Alleanza Nazionale, insomma un tipetto un po’ strambo da prendersi sul serio a metà, come tutti quelli che amano mettersi in vista a ogni costo. [...] Per organizzare un colpo di Stato serve ben altro che quattro paginette di appunti di carattere politico: occore un progetto militare, occorre il consenso di un numero elevato di uomini addestrati e pronti a sacrificarsi. Pappalardo non aveva nulla di tutto ciò, probabilmente neanche la voglia di sovvertire, ma soltanto il desiderio di apparire, anche ai propri occhi, importante, uno che conta. Stare ai vertici del Cocer forse non gli bastava e dopo aver sentito da vicino (nel ruolo da sottosegrario) il profumo del potere mirava a entrare in pianta stabile nella stanza dei bottoni (Vittorio Feltri).