Stefano Cingolani, Corriere della Sera 06/04/2000, 6 aprile 2000
Secondo l’Ocse (organizzazione dei paesi industrializzati) il commercio elettronico e le nuove transazioni dirette tra azienda e azienda potrebbero portare a una riduzione dei prezzi di circa il 4 per cento
Secondo l’Ocse (organizzazione dei paesi industrializzati) il commercio elettronico e le nuove transazioni dirette tra azienda e azienda potrebbero portare a una riduzione dei prezzi di circa il 4 per cento. La Goldman Sachs spiega che fabbricare un’automobile usando Internet (per l’approvvigionamento dei pezzi, la gestione delle risorse, la razionalizzazione dei servizi, ecc...) permette di saltare la catena degli intermediari risparmiando il 14 per cento del costo. La diminuzione dei prezzi sarà più sensibile nella componentistica elettronica (40 per cento) e minima in settori tradizionali come l’estrazione del carbone (4 per cento). I paesi messi meglio sono quelli dove già ora più della metà delle persone si collega a Internet (per esempio Svezia e Finlandia). Persone che usano Internet nel mondo: 276 milioni (136 di questi concentrati negli Stati Uniti e in Canada). Sul mutamento dei costumi provocato dalla new economy pareri opposti sulla rivista ”Wired”, (nell’ultimo numero ha analizzato il caso della ”eBay” azienda che ha sfondato ogni record con le aste su Internet): per alcuni ”siamo ad un passo dal realizzare la teoria della concorrenza perfetta, un mercato ipercompetitivo che si regola da solo grazie a quella che Immanuel Kant chiamava la «insocievole socievolezza», mentre un gruppo di matematici spiega come l’asta sia una delle forme meno efficienti del libero scambio tra soggetti.