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 2000  aprile 14 Venerdì calendario

«I numeri possono significare strutture definibili, facilmente comprensibili in tutto il mondo. E non comportano un sovraccarico emotivo

«I numeri possono significare strutture definibili, facilmente comprensibili in tutto il mondo. E non comportano un sovraccarico emotivo. Curiosamente il cinema stesso, un mezzo notoriamente artificiale, è sempre stato familiarmente espresso in numeri - 8 millimetri, 9.5 millimetri, 16 millimetri, 35 millimetri, 6 per 8, uno a 1.33 - e, citando Godard, è un mezzo che si suppone vi dia la verità in ventiquattro inquadrature al secondo, sebbene da molti anni si sappia che ventiquattro fotogrammi al secondo - in telecamera e poi nel proiettore - vi danno solo un genere di verità indistinta e sfocata. «Ventiquattro fotogrammi al secondo sono una velocità dell’immagine cui si è arrivati pur di risparmiare sulla pellicola vergine; è la velocità più bassa che può fornire un’imitazione sufficientemente buona della realtà. Sessanta fotogrammi al secondo avrebbero dato una copia migliore della realtà, ma nessuno cancellerà mai un’abitudine che fa risparmiare denaro se l’occhio e la mente sono già preparati irragionevolmente ad accettare un compromesso. «Tra l’altro, si vide presto che i film girati e proiettati a sessanta fotogrammi al secondo provocavano nausea della ”realtà” in molti spettatori: essi consentivano al cinema di girare con troppa passione una simulazione del mondo reale. Così, primo assioma: il cinema è attualmente e consapevolmente una rappresentazione del mondo. «Sappiamo che potremmo fare meglio...» (Peter Greenaway).