Daria Galateria, la Repubblica 14/6/2000, 14 giugno 2000
«I fatti non penetrano nel mondo in cui vivono le nostre credenze, scrive Proust, parlando del musicista Vinteuil, che cerca di non vedere nella figlia adorata il vizio di Gomorra
«I fatti non penetrano nel mondo in cui vivono le nostre credenze, scrive Proust, parlando del musicista Vinteuil, che cerca di non vedere nella figlia adorata il vizio di Gomorra. Intanto l’uomo ne sta letteralmente morendo di dolore, rassegnandosi a vivere nella familiarità di un’inclinazione che condanna. Proust sta evidentemente parlando di sua madre, del protratto matricidio che perpetra ferendola con la sua omosessualitàª