Eugenio Scalfari, la Repubblica 24/06/2000, 24 giugno 2000
«Si ha un bel dire che il novantenne ”patron” di Mediobanca reggeva ancora saldamente il timone della barca nelle sue vecchie mani: non era così, non poteva esserlo: lui, come tutti i grandi vecchi di quella statura, era diventata un’icona sotto la quale si bruciavano grani d’incenso propiziatorio e alla quale si chiedevano interventi di ultima istanza quando il mare minacciava di trascinare la barca verso gli scogli; ma la rotta, l’equipaggio, la manovra dei motori, il giornale di bordo non erano più da tempo opera sua e purtroppo si vedeva» (Eugenio Scalfari)
«Si ha un bel dire che il novantenne ”patron” di Mediobanca reggeva ancora saldamente il timone della barca nelle sue vecchie mani: non era così, non poteva esserlo: lui, come tutti i grandi vecchi di quella statura, era diventata un’icona sotto la quale si bruciavano grani d’incenso propiziatorio e alla quale si chiedevano interventi di ultima istanza quando il mare minacciava di trascinare la barca verso gli scogli; ma la rotta, l’equipaggio, la manovra dei motori, il giornale di bordo non erano più da tempo opera sua e purtroppo si vedeva» (Eugenio Scalfari).