Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2000  giugno 19 Lunedì calendario

Un gruppo di scalatori milanesi ha raccolto oltre cinque tonnellate di rifiuti sul versante cino-tibetano del monte Everest, tra quota cinque e seimila

Un gruppo di scalatori milanesi ha raccolto oltre cinque tonnellate di rifiuti sul versante cino-tibetano del monte Everest, tra quota cinque e seimila. Ne sono rimaste almeno altre venticinque tonnellate, abbandonate dalle varie spedizioni alpinistiche che quest’anno hanno tentato di scalare l’Everest passando per la valle del Rongbuk. «Dalla neve affioravano cartacce, lattine di Coca Cola, pile scariche, scatole di medicinali, e, più in alto, tra quota sette e ottomila, bombole d’ossigeno vuote. Ne abbiamo contate centoventi» (il gruppo di alpinisti, come passo successivo, avvierà un progetto per «sensibilizzare ecologicamente gli sherpa e educarli alla raccolta differenziata»).