Il Giorno 19/06/2000, 19 giugno 2000
Un gruppo di scalatori milanesi ha raccolto oltre cinque tonnellate di rifiuti sul versante cino-tibetano del monte Everest, tra quota cinque e seimila
Un gruppo di scalatori milanesi ha raccolto oltre cinque tonnellate di rifiuti sul versante cino-tibetano del monte Everest, tra quota cinque e seimila. Ne sono rimaste almeno altre venticinque tonnellate, abbandonate dalle varie spedizioni alpinistiche che quest’anno hanno tentato di scalare l’Everest passando per la valle del Rongbuk. «Dalla neve affioravano cartacce, lattine di Coca Cola, pile scariche, scatole di medicinali, e, più in alto, tra quota sette e ottomila, bombole d’ossigeno vuote. Ne abbiamo contate centoventi» (il gruppo di alpinisti, come passo successivo, avvierà un progetto per «sensibilizzare ecologicamente gli sherpa e educarli alla raccolta differenziata»).