Enzo Di Mauro, il manifesto 08/07/2000, 8 luglio 2000
«Antonio Porta che muore dietro le quinte di una trasmissione televisiva è come Robert Walser che crolla sulla neve di un sentiero di montagna attorno a Herisau, durante una passeggiata
«Antonio Porta che muore dietro le quinte di una trasmissione televisiva è come Robert Walser che crolla sulla neve di un sentiero di montagna attorno a Herisau, durante una passeggiata. [...]. La zona infera attraversata insieme a Moana Pozzi, al critico letterario e saggista Malcom Skey assassinato a Torino, alla ragazza uccisa da un sasso lanciato da un cavalcavia, a Eros Alei (fragilissima icona poetica da Porta medesimo amata e valorizzata e tuttavia sprofondata nel nulla nei remoti e perduti anni sessanta), a Frank Zappa, ai caduti di Sarajevo, ad Alfredino Rampi scivolato nel pozzo artesiano, a Marta Russo... Morti tragiche e repentine, velocissime e scempiate da parole vuote e basse, polverizzate e banalizzate dalle luci di una ribalta mondana e mediatica che è il contrario della pietà, infamate dalle insinuazioni e dai sospetti».