Elena Lowenthal, La Stampa 09/08/2000, 9 agosto 2000
«Dio creò le anime dell’uomo tutte in una volta, le depose entro un contenitore universale che si chiama guf, cioè corpo, e di lì, in un continuo via vai, le rimanda a reincarnarsi sulla Terra
«Dio creò le anime dell’uomo tutte in una volta, le depose entro un contenitore universale che si chiama guf, cioè corpo, e di lì, in un continuo via vai, le rimanda a reincarnarsi sulla Terra. la teoria del ghilgul ha-nefesh, in altre parole della metempsicosi, una tra le tante ataviche credenze con cui anche l’ebraismo ha risposto nella storia agli innumerevoli misteri del mondo. L’espressione evoca un eterno ciclo di andate e ritorni in cui anime e corpi s’accoppiano, si separano e tornano insieme in attesa della fine dei tempi. Essa è stata usata con sconcertante goffaggine da Ovadia Yossef, ex rabbino della comunità sefardita d’Israele, per spiegare i forni crematori» (Elena Loewenthal).