Alberto Negri, Il Sole-24 Ore 1/8/2000, 1 agosto 2000
Le truppe irachene hanno invaso il Kuwait il 2 agosto 1990. Nei sei mesi precedenti il petrolio era sceso da 20 a 14 dollari al barile, in buona parte per la sovrapproduzione di Kuwait e Emirati, che inoltre avrebbero voluto abolire il sistema delle quote di produzione
Le truppe irachene hanno invaso il Kuwait il 2 agosto 1990. Nei sei mesi precedenti il petrolio era sceso da 20 a 14 dollari al barile, in buona parte per la sovrapproduzione di Kuwait e Emirati, che inoltre avrebbero voluto abolire il sistema delle quote di produzione. L’Opec non era in grado di controllare le quote di produzione degli Stati membri, e di conseguenza il prezzo del barile rimaneva basso. L’Iraq di Saddam Hussein era indebitato per una cifra tra gli 80 e i 100 miliardi di dollari: tre quarti della cifra li doveva agli Stati del Golfo che gli avevano finanziato la guerra contro l’Iran. Saddam, non potendo contare su un rialzo dei prezzi, chiese al Kuwait 2 miliardi e mezzo di dollari per lo sfruttamento dei campi petroliferi di Rumalia e la cancellazione dei debiti. Dopo l’invasione del Kuwait, nel giro di pochi giorni il prezzo del petrolio salì a 40 dollari al barile .