Gary Silverman, Financial Times 13/08/2000, 13 agosto 2000
«Negli anni ’20 Francis Scott Fitzgerald creò un simbolo del suo tempo: Jay Gatsby, il tycoon che aveva una sfarzosa casa in una zona esclusiva di Long Island, vicino a New York
«Negli anni ’20 Francis Scott Fitzgerald creò un simbolo del suo tempo: Jay Gatsby, il tycoon che aveva una sfarzosa casa in una zona esclusiva di Long Island, vicino a New York. Le ambizioni edili del businessman Ira Rennert sembrano sbocciate dalle pagine di quel romanzo. Rennert è presidente della Renco, quarantanovesima più grande azienda americana con interessi che spaziano in vari settori. Ebreo ortodosso, contribuisce munificamente alla causa del suo popolo ed è stato anche finanziatore della campagna elettorale di Rudolph Giuliani al Senato (cui poi il sindaco di New York ha rinunciato per motivi di salute). Ma il posto nell’immaginario americano se l’è conquistato col suo progetto di casa. Quella di Gatsby si trovava a nord. Rennert ha scelto invece Hamptons, sempre Long Island ma sud. Avrà, tra l’altro, ventinove camere da letto, quarantadue bagni, un garage per venti macchine, un giardino di svariate miglia, spiaggia, campi da bowling, tennis, squash, basket, un’enorme piscina coperta, un pub inglese riprodotto fedelmente. Il progetto scatenò due anni fa proteste tra i residenti della bucolica Hamptons. Rennert fu accusato però di voler costruire qualcosa tipo un centro ebraico ed ebbe così buon gioco ad accusare di antisemitismo i suoi oppositori. A giugno, il giudice ha dato il via libera ai lavori bocciando solo il garage. Gatsby aveva una Rolls con chaffeur per gli ospiti, per sé un’auto color crema mostruosamente lunga con sedili in cuoio verde e un trionfo di cavità per cappelli. Rennert dovrà limitarsi un po’».