M. Fa., Corriere della Sera 18/08/2000, 18 agosto 2000
Effetti della carenza d’ossigeno sui marinai russi del sommergibile Kursk: i primi tessuti a deteriorarsi sono quelli di cervello, cuore e reni
Effetti della carenza d’ossigeno sui marinai russi del sommergibile Kursk: i primi tessuti a deteriorarsi sono quelli di cervello, cuore e reni. I sintomi: «Si comincia con cefalea, arrossamento degli occhi, sbadigli, difficoltà di attenzione. A poco a poco, si perde conoscenza, si sprofonda nel coma. Le basse temperature diminuiscono il consumo d’ossigeno. Chi annega nel Mediterraneo, dopo cinque minuti senza aria ha il cuore che può ancora battere, ma il cervello è distrutto. Chi annega nei mari gelidi ha qualche minuto di speranza in più». La morte non arriva per tutti contemporaneamente: «Dipende dal metabolismo di ciascuno. Ma nessuno vedrà un compagno morire: nelle fasi finali del coma si è incoscienti». L’intossicazione da anidride carbonica può provocare atti di violenza, ma non è frequente. Si può guadagnare qualche minuto «restando immobili, respirando profondo: 12 respiri, anziché i 15-16 che si fanno normalmente in un minuto» (Carlo Randaccio, primario di anestesia e rianimazione all’ospedale della Maddalena, in Sardegna).