Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2000  agosto 18 Venerdì calendario

«L’ho conosciuto in una chat, un quarantottenne normalissimo, forse un po’ pessimista, ma gli sto facendo cambiare idea

«L’ho conosciuto in una chat, un quarantottenne normalissimo, forse un po’ pessimista, ma gli sto facendo cambiare idea... All’inizio non mi aveva colpito per niente, anzi mi stava antipatico: troppo presuntuoso, troppo narciso. sposato, ha dei figli, un lavoro che lo tiene occupato fino a sera tardi. Eppure trovava il tempo per chiamarmi anche più di tre volte al giorno, visto che non possiamo vederci perché viviamo in due città piuttosto lontane. andata avanti così per mesi: telefonate, messaggi sul cellulare, mails. Mi è venuto anche a trovare, abbiamo fatto una bella passeggiata. In questo modo ho approfondito la conoscenza e trovato molti suoi lati positivi. Mi sono accorta che mi piace molto: è un uomo affascinante. Le sue continue attenzioni mi facevano sentire importante e amata. Un vero corteggiamento. Lui sapeva come farmi star bene. Mi ha raccontato molto della sua vita, so persino che ha tradito più volte sua moglie (che ovviamente non sa della mia esistenza). Tra i suoi difetti spicca quello di essere immaturo e infantile... Devo molto alla sua amicizia perché mi ha fatto uscire da un periodo di depressione. forse per questo che soffro, ora che le sue attenzioni nei miei confronti si sono fatte più rare. Ma che ci posso fare? Lui ha la sua vita, io non ne faccio parte. Ma lui fa parte della mia e credo che non lo dimenticherò mai. Anche se ho diciassette anni» (una lettrice di Vieste alla rubrica di posta di Natalia Aspesi, sul ”Venerdì di Repubblica”).