Giuseppe Culicchia, La Stampa, 10/08/2000, 10 agosto 2000
«Cerco semplicemente di far sì che le parole mute della pagina diffondano il loro suono, la loro voce
«Cerco semplicemente di far sì che le parole mute della pagina diffondano il loro suono, la loro voce. Così che si crei un ronzio cerebrale, che è la musica della pagina, il suo ritmo. Io cerco il ritmo, la musica dei miei anni, cerco di avere una frase che si possa cantare» (Didi, alter-ego di Pier Vittorio Tondelli in Dinner Party).