Indro Montanelli, Corriere della Sera 20/10/2000, 20 ottobre 2000
A proposito di Togliatti. «Dei suoi rapporti con Gramsci ho raccolto due opposte versioni. Secondo l’una, quando si profilò la possibilità di rilascio dal carcere di Gramsci a patto che si trasferisse all’estero, Togliatti non fece nulla per favorire la sua accoglienza a Mosca, dove già si trovavano la moglie russa e il figlio avuto da lei (sebbene questa moglie si fosse sempre infischiata di lui); anzi l’ostacolò per paura che Gramsci, molto più ferrato di lui in fatto di dottrina gli rubasse il posto di ”Migliore”
A proposito di Togliatti. «Dei suoi rapporti con Gramsci ho raccolto due opposte versioni. Secondo l’una, quando si profilò la possibilità di rilascio dal carcere di Gramsci a patto che si trasferisse all’estero, Togliatti non fece nulla per favorire la sua accoglienza a Mosca, dove già si trovavano la moglie russa e il figlio avuto da lei (sebbene questa moglie si fosse sempre infischiata di lui); anzi l’ostacolò per paura che Gramsci, molto più ferrato di lui in fatto di dottrina gli rubasse il posto di ”Migliore”. Secondo altri invece Togliatti non mosse un dito, e anzi ostacolò il trasferimento di Gramsci a Mosca perché capiva che un uomo con le idee di Gramsci sarebbe stato subito iscritto nella lista dei ”deviazionisti”, cioè degli eretici, di cui nessuno come lui che, come segretario del Komintern doveva firmarla, conosceva la fine cui erano fatalmente avviati» (Montanelli).