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 2001  marzo 20 Martedì calendario

Una sera dei primi anni Sessanta Giovanni Ansaldo, direttore del ”Mattino” di Napoli, «principe della bella prosa», alto, grossa testa calva (che, diceva Montanelli, «portava a spasso come fosse un ostensorio»), bussò alla porticina viola della casa londinese di Nantas Salvalaggio, giornalista e scrittore, assai più giovane di lui, con una enorme scatola di canditi

Una sera dei primi anni Sessanta Giovanni Ansaldo, direttore del ”Mattino” di Napoli, «principe della bella prosa», alto, grossa testa calva (che, diceva Montanelli, «portava a spasso come fosse un ostensorio»), bussò alla porticina viola della casa londinese di Nantas Salvalaggio, giornalista e scrittore, assai più giovane di lui, con una enorme scatola di canditi. Erano le nove e mezzo di sera: prima d’allora Salvalaggio l’aveva visto solo una volta e non sapeva neppure che fosse a Londra. Imbarazzato, lo fece sedere sull’unico divano del salotto. Ansaldo, «notoriamente con famiglia a carico», considerato dai lettori un «punto di riferimento per i suoi articoli di ”assoluto rigore morale”», spiegò le ragioni della sua visita: «Vedi, caro, mi sono trovato con una serata buca. La mia ragazza ha rifiutato di vedermi. Allora ho telefonato al centralino della nostra ambasciata per avere il tuo indirizzo. No, non è il caso che ti scomodi. Non ho fame. Non ho bisogno di niente. A proposito, spero che ti piacciano i canditi». Fece un sospiro: «Ebbene sì, è inutile negarlo: sono una canna al vento, stregato come un collegiale; e il guaio peggiore è che la fanciulla che m’ha fatto arrivare fin qui ha l’età di mia figlia». A quel punto Salvalaggio si ricordò del pettegolezzo udito durante un ricevimento all’Ambasciata, riguardo alla «vera causa» della «ost politik, la politica di apertura all’Unione Sovietica che il presidente della Repubblica Gronchi aveva avviato improvvisamente, tra il nervosismo e lo stupore degli alleati atlantici»: «Ansaldo si è invaghito di una bellissima adolescente, compagna di liceo di una sua figliola. La ragazza ha la passione per la danza. E siccome in nessun posto al mondo s’impara la danza meglio che al Bolscioj, Ansaldo ha persuaso Gronchi a quel coup de théatre, il patto bilaterale di cooperazione con Mosca. Senza dirgli, naturalmente, che lui a Mosca ci sarebbe andato con la ballerina in erba». Salvalaggio gli chiese allora: «Ma questa benedetta figliola, cosa fa a Londra?». Ansaldo si passò la mano sul cranio d’avorio: «Le donne sono crudeli per loro natura, ma l’apice della loro crudeltà lo raggiungono prima dei vent’anni... Sto divagando? Già, mi chiedevi cosa fa a Londra: studia danza, la sciagurata. Al Covent Garden. Ce l’ho messa io, a forza di suppliche nei luoghi deputati del potere. Un anno fa ero riuscio a imbucarla in una classe del Bolscioj, ma lei non ha resistito più di tre mesi. Troppa disciplina. Perché la ragazza, se la vuoi sapere tutta, è anche molto viziata».