Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2000  agosto 17 Giovedì calendario

Lo scorso agosto è stato riaperto ciò che rimaneva del museo nazionale afgano di Kabul. Il pezzo più importante dell’esposizione era la stele di Rabotak, vecchia di circa duemila anni e importante testimonianza dell’impero Kushan

Lo scorso agosto è stato riaperto ciò che rimaneva del museo nazionale afgano di Kabul. Il pezzo più importante dell’esposizione era la stele di Rabotak, vecchia di circa duemila anni e importante testimonianza dell’impero Kushan. La lastra calcarea, larga circa un metro e mezzo, porta iscritto l’ordine regale di costruire santuari a divinità buddiste, hindu e zoroastriane, testimoniando dell’antica tolleranza religiosa afgana. Naqibullah Ahmad Yarn, il presidente talebano del museo: «L’ideologia non c’entra niente, è una questione di storia e di cultura e di come queste hanno influenzato il nostro Paese. Non ci opponiamo a quest’esposizione perché è parte della nostra storia».