Stefano Lorenzetto, il Giornale 20/5/2001, 20 maggio 2001
«Che cosa dovrei fare per convertirmi? Allora è pronto per la professione di fede. Entra dalla porta della chiesa e io le chiedo: ”Sei venuto liberamente?” Direi di sì A quel punto la inviterò ad abiurare le eresie di Nestorio, di Ario e di altri ancora
«Che cosa dovrei fare per convertirmi? Allora è pronto per la professione di fede. Entra dalla porta della chiesa e io le chiedo: ”Sei venuto liberamente?” Direi di sì A quel punto la inviterò ad abiurare le eresie di Nestorio, di Ario e di altri ancora. Quindi reciterà il Credo. Senza il filioque naturalmente. Disputa teologica millenaria. Per gli ortodossi, gli scismatici sono i cattolici, che hanno contraffato il testo del Credo. Noi ci atteniamo alla versione originaria, sancita dai Concili di Nicea del 325 e di Costantinopoli del 381, la quale recita: ”Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre”. Nel VI secolo alcuni concili inserirono l’aggiunta ”e dal Figlio”, in latino filioque appunto. Dio sarebbe contento di questa mia conversione? Immagino di sì. un ritorno alla fede delle origini. E dovrei farmi ribattezzare? No. I sacramenti sono gli stessi. E se i sacramenti valgono, o valgono sempre o non valgono mai. Matrimonio a parte. Pur proclamando l’indissolubilità del matrimonio l’ortodossia riconosce che se finisce l’amore finisce anche il sacramento e quindi permette nuove nozze in chiesa fino a tre volte. Una quarta volta l’amore non può finire? Può finire. Ma il matrimonio religioso non viene concesso. Diventerebbe libertinaggio» (Antonio De Rosso, metropolita di Ravenna e d’Italia)