Dario Fertilio sul Corriere della Sera del 05/04/01 a pagina 35., 5 aprile 2001
"Dio ci guardi dal ”medievalese”" Secondo Grado Giovanni Merlo il film di Pupi Avati si può accostare a un altro film italiano, ”L’armata Brancaleone”, e al libro di Umberto Eco ”Il nome della rosa”: "Il primo ha rappresentato un’Italia smaliziata e ironica; il secondo un Paese più colto, convinto di aver sconfitto le superstizioni e di essere sul punto di superare il suo atavico cattolicesimo controriformistico; quest’ultimo di Avati ripropone invece il bisogno di valori assoluti alle generazioni di oggi, senza però dar loro una ricetta precisa"
"Dio ci guardi dal ”medievalese”" Secondo Grado Giovanni Merlo il film di Pupi Avati si può accostare a un altro film italiano, ”L’armata Brancaleone”, e al libro di Umberto Eco ”Il nome della rosa”: "Il primo ha rappresentato un’Italia smaliziata e ironica; il secondo un Paese più colto, convinto di aver sconfitto le superstizioni e di essere sul punto di superare il suo atavico cattolicesimo controriformistico; quest’ultimo di Avati ripropone invece il bisogno di valori assoluti alle generazioni di oggi, senza però dar loro una ricetta precisa". Dario Fertilio: "Dio ci guardi dal ”medievalese”".