Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2001  aprile 05 Giovedì calendario

"Dio ci guardi dal ”medievalese”" Secondo Grado Giovanni Merlo il film di Pupi Avati si può accostare a un altro film italiano, ”L’armata Brancaleone”, e al libro di Umberto Eco ”Il nome della rosa”: "Il primo ha rappresentato un’Italia smaliziata e ironica; il secondo un Paese più colto, convinto di aver sconfitto le superstizioni e di essere sul punto di superare il suo atavico cattolicesimo controriformistico; quest’ultimo di Avati ripropone invece il bisogno di valori assoluti alle generazioni di oggi, senza però dar loro una ricetta precisa"

"Dio ci guardi dal ”medievalese”" Secondo Grado Giovanni Merlo il film di Pupi Avati si può accostare a un altro film italiano, ”L’armata Brancaleone”, e al libro di Umberto Eco ”Il nome della rosa”: "Il primo ha rappresentato un’Italia smaliziata e ironica; il secondo un Paese più colto, convinto di aver sconfitto le superstizioni e di essere sul punto di superare il suo atavico cattolicesimo controriformistico; quest’ultimo di Avati ripropone invece il bisogno di valori assoluti alle generazioni di oggi, senza però dar loro una ricetta precisa". Dario Fertilio: "Dio ci guardi dal ”medievalese”".