Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2001  novembre 27 Martedì calendario

«Perché mio nonno ci ha lasciato in miseria? Per lui i soldi non contavano nulla. Al ristorante pagava una cena per 40 persone con un disegno su una tovaglia

«Perché mio nonno ci ha lasciato in miseria? Per lui i soldi non contavano nulla. Al ristorante pagava una cena per 40 persone con un disegno su una tovaglia. L’arte gli dava tutto quello che voleva. Non poteva capire che noi, invece, eravamo poveri: viveva in un altro mondo. Perché era prigionierodella sua arte, rinchiuso nella sua solitudine. Penso fosse parzialmente autistico e che abbia sofferto molto» (Marina Picasso, unica nipote legittima di Pablo, che dopo 50 anni di sofferenze e 14 di psicoanalisi, ha deciso di scrivere i suoi ricordi in un libro, "Grand-pére", e di andare a vivere a La Californie, la villa sulle alture di Cannes che il nonno comprò nel dopoguerra).