Giorgio Gandola, il Giornale 04/01/1999, 4 gennaio 1999
Da sei mesi centosettantasei ristoranti di Tokio cercano di combattere la recessione con i pranzi a tempo
Da sei mesi centosettantasei ristoranti di Tokio cercano di combattere la recessione con i pranzi a tempo. Tariffa: 35 yen (421 lire) al minuto. Visto che soltanto i primi trenta clienti possono pagare al minuto, ogni giorno la fila comincia a formarsi davanti ai ristoranti alle 11,30. Per evitare problemi alla cassa, i locali mettono in vendita carte a tempo. Mister Shiga, manager della Sony, alla fine di una pausa pranzo: «Non ricordo cosa ho mangiato, ma sono sazio. Ho mangiato tutto quello che avevano. La strategia è passare dal buffet e prendere grandi cucchiaiate di tutto per perdere meno tempo. Solo così risparmi, solo così vale la pena di giocare a questo gioco». Lady Kobayashi cerca sempre il tavolo più strategico, quello vicino al buffet: «I camerieri sono lenti a portare i piatti, perdono tempo; quando ti affidi a loro devi saltare il dessert. Il segreto per mangiare molto e spendere poco è venirci da soli». Fumjo Komatsuzaki, manager del Gran Caffè: «Il nostro proposito è di far finire l’assalto in 30 minuti, cioè con una spesa attorno ai dieci dollari. Ma ci sono degli imprevisti: un giorno una ragazza litigava con il fidanzato e il conto è salito alle stelle». La pasticceria dell’hotel Okura offre torte e bignè per 440 lire al minuto, il bar dell’hotel Nikko birra, whisky e sakè per 180 lire al minuto, il Tea Romm pomeridiano del Taiki Hotel Tokio Seaford, un buffet da 500 lire al minuto più le tasse.