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 2001  dicembre 12 Mercoledì calendario


Pochi nomi sono presenti nella toponomastica italiana quanto quello di Guglielmo Marconi. Non c’è città o paese che non dedichi all’inventore del telegrafo senza fili una via o una piazza

Pochi nomi sono presenti nella toponomastica italiana quanto quello di Guglielmo Marconi. Non c’è città o paese che non dedichi all’inventore del telegrafo senza fili una via o una piazza. La fama arriva presto per lo scienziato, che passa la vita tra successi ed onori. Muore il 20 luglio 1937 per un attacco cardiaco. Marconi era amato anche dalla gente comune. Al funerale assiste, nonostante il caldo torrido, una enorme folla che Roma ha visto raramente. Nelle isole britanniche, al momento delle esequie, i marconisti del Central Post Office si mettono sull’attenti davanti ai loro trasmettitori. «In tutto il Regno Unito e nell’Impero che mio padre aveva collegato – racconta la figlia Degna – nessun messaggio venne trasmesso o ricevuto, e tutte le stazioni radiofoniche della Bbc interruppero le trasmissioni. Il profondo silenzio che Marconi aveva rotto tornò per quei due minuti a calare sul mondo». Le parole di Degna testimoniano non solo della commozione della gente ma della dimensione cosmopolita di Marconi, scienziato planetario anche per via dei suoi esperimenti senza frontiere. Di quello più importante (12 dicembre 1901) cade ora il centenario, cento anni da quando i tre punti del codice Morse che stanno per la lettera ”s” attraversano per la prima volta l’Atlantico non lungo un cavo sottomarino ma via etere. Marconi riceve a Saint John di Terranova, in Canada, il segnale emesso dalla potente stazione di Poldhu, in Cornovaglia. In origine, la stazione ricevente era stata prevista a Cape Cod, nel Massachussetts, ma il vento la distrugge e Marconi, preoccupandosi di precedere eventuali concorrenti, salpa per il Canada e ne predispone un’altra, una piccola costruzione con sopra, appeso a un aquilone, un filo leggero oscillante al vento. l’antenna, l’inventore ne ha scoperto le proprietà: aumentandone l’altezza, si allunga la distanza di trasmissione. Dalla Cornovaglia il segnale viene inviato trentadue volte. Forse non è ”forte e chiaro” come dicono di riceverlo gli assistenti Kemp e Fulton ma è inequivocabile: il 12 dicembre 1901 nasce la radiotelegrafia a grande distanza. Il suo inventore ha appena 27 anni ma è già titolare di numerosi brevetti, presiede una società e possiede una cospicua fortuna: un giovane che ha stoffa da vendere.