Panorama 17/02/2000, 17 febbraio 2000
Le parole sono obbligatoriamente nazionalpopolari: «Una quantità incontrollata di tu e di te circola in queste canzoni, tra l’invettiva, il lamento e il colloquiale intimistico, con l’amore come Leitmotiv ricorrente (raramente l’amicizia), un amore sociologicamente declinato secondo i canoni di Francesco Alberoni, come asserisce Mietta ”Fare l’amore / mette in pericolo / tranquille parole”
Le parole sono obbligatoriamente nazionalpopolari: «Una quantità incontrollata di tu e di te circola in queste canzoni, tra l’invettiva, il lamento e il colloquiale intimistico, con l’amore come Leitmotiv ricorrente (raramente l’amicizia), un amore sociologicamente declinato secondo i canoni di Francesco Alberoni, come asserisce Mietta ”Fare l’amore / mette in pericolo / tranquille parole”. O come Spagna: ”L’amore resta un mistero / che non si svelerà mai / e a volte capita che ami chi non ha / per te nessuna pietà”. Sono versi suoi, di quell’amarezza che piace tanto al pubblico di Paolo Limiti» (Piero Gelli, 2000).