Il Venerdî 18/02/2000, 18 febbraio 2000
Sono finiti i tempi in cui si poteva liquidare l’intero festival come una farsa televisiva «per appassionati del kitsch musicale in cui trionfavano, a dispetto di tutto quello che raccontava la realtà della musica, i soliti Ricchi e Poveri, Toto Cutugno, Al Bano e Romina
Sono finiti i tempi in cui si poteva liquidare l’intero festival come una farsa televisiva «per appassionati del kitsch musicale in cui trionfavano, a dispetto di tutto quello che raccontava la realtà della musica, i soliti Ricchi e Poveri, Toto Cutugno, Al Bano e Romina. Dove il festival non perde il vizio è nelle premiazioni, nelle quali accadono episodi incredibili, spesso grotteschi. La sequenza dei vincitori degli ultimi anni, con rare eccezioni, è sconcertante. Ricordate i Jalisse, Aleandro Baldi, Annalisa Minetti? Bene, questo è l’albo d’oro di un festival che vuole essere la celebrazione della canzone italiana» (Gino Castaldo, 2000).