Roberto Gatti, ཿL’espresso 12/2/2004, 12 febbraio 2004
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Kelis KelisRogers
• . Nata a New York (Stati Uniti) il 21 agosto 1980. Cantante. «Dopo il corpo dipinto, il corpo discinto. Appena ricoperto da un costumino bianco largo quanto una riga di pigiama, tanto per evitare guai con la censura. Questa è la Kelis formato 2004. Ma proviamo a ricapitolare. Il corpo dipinto appartiene al passato, al 1999: quando la ragazza era appena entrata nella maggior età e voleva assicurarsi un esordio a dir poco eclatante nel mondo della black music. Così, per la copertina di Kaleidoscope, aveva fatto ricorso al ’body painting’, imitando una Jo Squillo di una ventina d’anni fa, in una performance alla Biennale di Venezia. Il corpo discinto è invece un escamotage di questi giorni: più malizioso e ammiccante. Occorre avere pazienza, per ammirarlo. Infatti, sulla copertina di Tasty (Virgin), compare solo il volto della ragazza: un volto bellissimo e levigatissimo, come scolpito nella cera, circondato da riccioli color rame. Sul retro, la scena comincia ad animarsi un po’. Il medesimo volto è ritratto a bocca aperta, mentre assapora un gigantesco lecca-lecca. Poi, all’interno, eccolo, finalmente, il corpo del reato. Morbidamente adagiato su uno specchio rosso oltretomba, il polpaccio destro che reca in bella evidenza gli ideogrammi cinesi del sostantivo G-O-D (che non è proprio Dio, ma qualcosa che gli assomiglia). E in alto, vergata di suo pugno, la scritta ’Kelis era qui’, corredata da un cuore benaugurante. Kelis è un genio del marketing. Ha perfettamente capito che la musica per gli occhi è ancora più avida e vorace di quella per le orecchie. Il vezzo non è nuovo, l’avevano già tentato negli anni passati tante ’sister’ del Nu Soul: Erykah Badu e Mary J. Blige, Alyaah e India Arie, Macy Gray, Donna Summer e Gloria Gaynor, il suo parametro assoluto di riferimento. La novità, in questo caso, sta nella precisione quasi scientifica con cui la ragazza divulga il concetto. Alle perplessità di Mary J. Blige (’Il sex appeal è un must imposto dalle case discografiche”), lei risponde con un perentorio: ”Essere sexy e brillanti è esattamente la stessa cosa”. Uno a zero, e palla al centro. Nata a Harlem, il ghetto nero di New York City, il 21 agosto 1980, da un padre afro-americano e da una madre cinese-portoricana (e questo métissage è certo uno degli elementi del suo fascino), Kelis Rogers ha sempre avuto le idee chiarissime riguardo alla sua missione nella vita. Fin da quando, bambina, cantava le lodi del Signore nel Girls’ Choir of Harlem, e poi, teenager, dava vita con due compagne di scuola a un trio di rhythm & blues chiamato Blu, ovvero Black Ladies United: la radice dell’orgoglio femminista ritrovato. questa la sorgente da cui scaturisce tutto il resto, per esempio il video d’esordio di Caught Out There, quello dei tempi del corpo dipinto. In cui lei grida tutta la sua rabbia nei confronti del maschio sciovinista: ”Ti odio così tanto, ora! AAAARGH!!!”. E intanto, mentre le sue compagne infuriate, memori dell’insegnamento delle Riot Grrrls, ne combinano di tutti i colori, lei impugna un bel bastone nodoso e lo spacca sulla testa del suo malcapitato boy-friend. Oggi, a quanto pare, le cose sono alquanto cambiate, e lo si evince dal video di Milkshake: tre minuti (per la regia di Jake Nava) così espliciti, così osé, che Mtv evita di programmarli nelle ore di massimo affollamento. La scena si svolge all’interno del bar Tasty (che è anche il nome del disco), fra volute di fumo e schiume biancastre di frappè. Non ci sono pugni, cazzotti, urla e bastoni, ma, in compenso, un campionario di scollature vertiginose, curve pericolose, sguardi capaci di incendiare un iceberg, con la voce che interrompe il canto per abbandonarsi a sospiri di piacere. Dice Kelis che la ’filosofia del milkshake’ riguarda la facilità con cui le donne riescono ad accalappiare il maschietto di turno. ” una nostra attitudine naturale, più di qualunque altra”, afferma convinta, e c’è da crederle sulla parola» (Roberto Gatti, ”L’espresso” 12/2/2004).