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 2000  settembre 17 Domenica calendario

La thailandese Chalasay, paffutella, bruttina, detta ”Luk Pla” (ovvero ”pesciolino”), abbandonata dai genitori all’età di quattro anni, nel ’75 fu accolta come cameriera in casa del principe Thitipan Yugala, soprannominato ”Than Kob” (’principe rana”), allora trentanovenne

La thailandese Chalasay, paffutella, bruttina, detta ”Luk Pla” (ovvero ”pesciolino”), abbandonata dai genitori all’età di quattro anni, nel ’75 fu accolta come cameriera in casa del principe Thitipan Yugala, soprannominato ”Than Kob” (’principe rana”), allora trentanovenne. Quando la fanciulla raggiunse i quattordici anni, il principe pretese di farne la sua amante, e la stampa locale cominciò a descriverla come una ”schiava sessuale”. Chalasay, scontenta e annoiata, spesso fuggiva da palazzo. Il principe, per farla tornare, ogni volta le offriva 4000 dollari. Lei ogni volta si faceva convincere, senza mai accettare un soldo. Nel 1994 i due si sposarono: lui, di trentasei anni più vecchio, mai restio a descrivere i dettagli dei suoi amplessi, raccontava ai giornalisti che "Luk Pla era una vera macchina da sesso". A chi gli faceva notare che la signora non era una gran bellezza, era solito replicare: "Mia moglie non deve essere bella, ma brava a letto. In questo senso è la numero uno". A ventitré anni (era sempre il ’94) la principessa prese a far l’amore di nascosto con un diciottenne di nome Uthet Coopwa, poverissimo, venditore di castagne. La mattina del 21 agosto del ’95, dopo aver bevuto la solita tazza di caffè (miscela arabica), il principe Thitipan crollò al suolo. Chalasay fuggì col suo giovane amante, due anni dopo, rintracciata dalla polizia, ammise di aver messo nel caffè del marito un grosso quantitivo d’insetticida (nei giorni scorsi il suo avvocato ha fatto sapere che la signora ricorrerà in appello, perché la confessione fu estorta con la macchina della verità e "quel giorno, oltretutto, era molto stressata") .