Aronne Anghileri, ìLa Gazzetta dello Sportî 21/08/1998, 21 agosto 1998
Gavettoni. Alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, nei pressi della palazzina italiana, ci fu una vera e propria guerra di gavettoni
Gavettoni. Alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, nei pressi della palazzina italiana, ci fu una vera e propria guerra di gavettoni. Alle finestre erano appostate vedette pronte a segnalare persone in arrivo, sulle quali venivano scaricati litri e litri d’acqua. Nessun problema quando si trattava di lanci sciolti (acqua proveniente da secchi o da sacchetti di plastica aperti), ma talvolta i sacchetti erano legati: Franco Menichelli, campione olimpico a Tokyo ’64 e favorito anche in Messico, si beccò un sacchetto in testa e finì all’ospedale (poi si ruppe il tendine d’Achille in gara e finì anche la carriera). Sulla porta della palazzina il dirigente Egone Cenni aveva affisso un cartello:«Peligro! Agua fria!». La situazione era tale che per porvi fine arrivò, in vesti ufficiali, il Governatore del Villaggio, signor Miranda: fu inondato anche lui, e se ne andò minacciando provvedimenti che poi non fu in grado di prendere (le squadre erano arrivate con molto anticipo per assorbire gli effetti dell’altura, ed i gavettoni erano un diversivo nei giorni privi di tensione agonistica).