Anna Maria Salviati, Teresa , Messaggero, N.227 23/02/1999, 23 febbraio 1999
La piccola Orietta, adorata da mamma e papà, era di gusti difficili. Ad esempio voleva sempre indossare scarpette nuove («perché mi piaceva sentire lo scricchiolio della suola intatta») e anche la cartella per la scuola doveva essere appena uscita dal negozio («avevo una fissazione per il buon odore del cuoio»)
La piccola Orietta, adorata da mamma e papà, era di gusti difficili. Ad esempio voleva sempre indossare scarpette nuove («perché mi piaceva sentire lo scricchiolio della suola intatta») e anche la cartella per la scuola doveva essere appena uscita dal negozio («avevo una fissazione per il buon odore del cuoio»). Giocava volentieri con la bici oppure a nascondino. E con le bambole. La sua preferita era una pupattola per cui aveva cucito l’abitino con le sue mani. Il risultato? «Avrebbe dovuto ricordare una regina delle nevi. In realtà somigliava di più ad un soldato ussaro con il colbacco e la gonnellina a quadrucci rossi». (Inquadratura su Orietta Berti)