Anna Guaita, ìIl Messaggeroî 11/02/1999, 11 febbraio 1999
Il sistema russo di pronto allarme antinucleare non avrebbe più la capacità di distinguere le minacce reali: i satelliti sono passati da nove a tre; i radar, costruiti lungo i confini periferici dell’impero sovietico, si trovano per lo più in paesi distaccati da Mosca (uno dei più potenti si trova in Lituania e il governo lituano lo ha chiuso); dei due satelliti a orbita geosincrona (cioè che restano allineati con un preciso punto della Terra, girando in sincronia con essa) uno è danneggiato
Il sistema russo di pronto allarme antinucleare non avrebbe più la capacità di distinguere le minacce reali: i satelliti sono passati da nove a tre; i radar, costruiti lungo i confini periferici dell’impero sovietico, si trovano per lo più in paesi distaccati da Mosca (uno dei più potenti si trova in Lituania e il governo lituano lo ha chiuso); dei due satelliti a orbita geosincrona (cioè che restano allineati con un preciso punto della Terra, girando in sincronia con essa) uno è danneggiato. Secondo gli scienziati nucleari, il rischio diminuirebbe solo se gli Stati Uniti e la Russia, che con il trattato di disarmo Start Due avrebbero dovuto ridurre le armi nucleari da 7.000 a 3.500 ciascuno, abolissero lo stato di allerta.