Amitav Ghosh, ìliberalî 26/11/1998, 26 novembre 1998
Possiamo sperare nella deterrenza? «Nel 1998 lo scrittore Amitav Ghosh raccontò sul ”New Yorker” che Subrahmanyam, il più eminente fautore delle politiche nucleari in India, sosteneva che ”le armi nucleari non sono armi militari” perché ”la loro logica è quella della politica internazionale, la logica di un ordine nucleare globale”
Possiamo sperare nella deterrenza? «Nel 1998 lo scrittore Amitav Ghosh raccontò sul ”New Yorker” che Subrahmanyam, il più eminente fautore delle politiche nucleari in India, sosteneva che ”le armi nucleari non sono armi militari” perché ”la loro logica è quella della politica internazionale, la logica di un ordine nucleare globale”. Per spiegarsi, raccontava un aneddoto legato a un film interpretato da Gregory Peck, The Million Pound Note, tratto dal racconto di Mark Twain: il protagonista si serve di un pezzo di carta senza valore, stampato in modo da apparire come una banconota da un milione di sterline, per indurre alcuni mercanti a fargli credito. ”Un’arma nucleare - diceva - agisce un po’ come quella banconota: all’apparenza non serve a nulla, non puoi usarla per fermare le piccole guerre. Però ti serve a comprare il tuo credito: e questo ti dà il potere di intimidire”».