Domenico Quirico, "La Stampa", 14/7/2002; Mino Vignolo, "Corriere della Sera", 14/7/2002; Alessandro Giuli, "il Cittadino oggi", 14/7/2002., 14 luglio 2002
Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14, a Rabat, festa nazionale per le nozze del re del Marocco Sidi Mohammed VI, 38 anni, trentaseiesimo discendente ”in linea diretta del Profeta”, ventitreesimo re della dinastia alauita, considerato da trenta milioni di marocchini ”guida dei credenti” (Amir al-Mounimine)
Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14, a Rabat, festa nazionale per le nozze del re del Marocco Sidi Mohammed VI, 38 anni, trentaseiesimo discendente ”in linea diretta del Profeta”, ventitreesimo re della dinastia alauita, considerato da trenta milioni di marocchini ”guida dei credenti” (Amir al-Mounimine). Ha sposato Salma Bennani, 24 anni, borghese, figlia di un professore universitario di Fès e laureata in ingegneria informatica, conosciuta tre anni fa durante una festa al palazzo reale. Lui, «ancora un semplice erede al trono» con la passione per il lusso e le Ferrari, lei, «giovane esile e sinuosa» dal sorriso dolce e lunghi capelli rossi. A sentir le voci di Palazzo si sarebbero innamorati lì. Venerdì sera, la festa nella capitale di fronte a duemila invitati, tra cui Bill Clinton, sua figlia Chelsea, Nelson Mandela, il figlio di Gheddafi, Saadi, e notabili marocchini vestiti per lo più in abiti tradizionali (jellaba fino ai piedi e fez in testa gli uomini, i raffinati caffetani delle occasioni speciali le donne). Il sovrano, seduto sul trono con fez rosso in testa, tunica bianca indosso e il fratello minore Mulay Rashid affianco, ha dato inizio alla Hdya (consegna dei regali del popolo) su una strada completamente ricoperta di fiori. Quindi, camerieri in guanti bianchi, giunti dalle sedici province del Paese, gli hanno offerto legno profumato al sandalo, incenso, gomma arabica, henné e zucchero in grani, simboli d’immunità contro il malocchio e vita pura. Giunta la sposa, le mani decorate di henné e indosso i suoi gioielli più preziosi, è iniziata la ”festa del popolo”: sfilate di cavalieri e orchestrine, fuochi d’artificio e danze, alle quali si è unito il re, spezzando l’antico cerimoniale che lo voleva «inviolabile e sacro» e che fino al matrimonio di suo padre re Hassan (1961) si celebrava in privato dietro le mura dell’harem. Tra le prime iniziative prese come sovrano, oltre a farsi chiamare da tutti ”il re dei poveri”, Sidi Mohammed VI aveva fatto allontanare, pensionandole con discrezione, le trenta concubine del padre, dichiarandosi infine esplicitamente monogamo.