Silvia Grilli, "Panorama", 8/8/2002 a pagina 124., 8 agosto 2002
«Evelyn Waugh era un uomo piccoletto che superava di poco il metro e sessanta, aveva il naso rosso a ciliegia e due pesche al posto delle guance
«Evelyn Waugh era un uomo piccoletto che superava di poco il metro e sessanta, aveva il naso rosso a ciliegia e due pesche al posto delle guance. Indossava sempre giacche a quadretti ed era provvisto di un apparecchio acustico simile a un mandolino, che spesso lasciava penzolare per ostentare di non volere ascoltare. Girava con un bastone dal pomo d’avorio per difendersi, diceva per scherno, dai comunisti che ai suoi tempi affollavano il mondo. Aveva una pessima reputazione: "A tutti quanti riesce di essere gentili, non a me" scriveva. Bastava un tessuto principe di Galles, un errore di sintassi o una bottiglia di vino senza data a mandarlo fuori dai gangheri. Trovava insopportabile l’amore, il teatro, la buona conversazione, i bambini (anche i suoi, che pure aveva messo al mondo con una certa frequenza) e la letteratura. In compenso adorava viaggiare, bere e calunniare il collega Aldous Huxley. Waugh è stato uno dei più grandi romanzieri inglesi del secolo scorso. Nacque nel 1903 nella famiglia di un editore borghese, fu un accanito conservatore e cercò per tutta la vita di essere fedele alle vecchie, care tradizioni inglesi. Nella sua ricerca estetizzante della ritualità, si convertì al cattolicesimo e morì durante la Pasqua del 1966 dopo aver ascoltato la messa. Perfido, ironico, eccentrico, usava uno stile e una lingua eleganti, ma le sue opere sono state spesso considerate più puro umorismo che autentica letteratura. Ha scontato nella storia del romanzo il talento di saper far ridere piuttosto che piangere. "Era un uomo di fede e principi che si esprimeva in modo cinico", dice oggi Luigi Sampietro, professore di letteratura angloamericana all’università Statale di Milano. In Italia Evelyn Waugh godette di una certa notorietà negli anni Sessanta, quando i suoi libri vennero pubblicati, con traduzioni che non rendevano giustizia al suo bello stile» (Silvia Grilli).