13 agosto 2002
Le regole del mercato funzionano, almeno tra i pesci: se il pesce pulitore è troppo sciatto, disonesto o lento, rischia di perdere clienti
Le regole del mercato funzionano, almeno tra i pesci: se il pesce pulitore è troppo sciatto, disonesto o lento, rischia di perdere clienti. In questo modo la competizione tra i pulitori mantiene la cooperazione tra le specie. Redouan Bshary, dell’University of Cambridge, e Daniel Schäffer, del Max Planck Institut für Verhaltensphysiologie di Seewiesen, hanno studiato le abitudini dei pesci pulitori Labroides dimidiatus e dei loro clienti, gli Hipposcarus harid delle barriere coralline di Ras Muhammad, sulla costa egiziana del Mar Rosso. I clienti nuotano dove si radunano i pulitori per farsi togliere i tessuti morti o infetti, e i parassiti. Ma non sempre gli va bene: i Labroides possono farli aspettare per dedicarsi ad altri avventori oppure svolgere male il servizio, mangiando il muco e addirittura i tessuti del pesce cliente, «un comportamento noto come imbrogliare». Eppure, i disservizi sono rari, poiché gli Hipposcarus hanno territori estesi e possono scegliere a quali pulitori rivolgersi, privilegiando i più onesti: i ricercatori hanno scoperto che gli Hipposcarus tendono a cambiare stazione se sono stati imbrogliati o hanno fatto troppa fila. Alla fine il servizio tende a essere simile in tutte le stazioni. Lo studio è stato pubblicato su ”Animal Behaviour”.