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 2002  agosto 13 Martedì calendario

Un messaggio nella bottiglia su scala planetaria, destinato ai nostri posteri dell’anno 52002. il progetto Keo: un piccolo satellite che sarà lanciato in orbita nel 2003 e conterrà tutti gli scritti inviati entro quest’anno al sito www

Un messaggio nella bottiglia su scala planetaria, destinato ai nostri posteri dell’anno 52002. il progetto Keo: un piccolo satellite che sarà lanciato in orbita nel 2003 e conterrà tutti gli scritti inviati entro quest’anno al sito www.keo.org. Il progetto, lanciato dallo scienziato ed artista francese Jean-Marc Philippe e finanziato da diversi sponsor (tra cui l’industria spaziale europea e l’Unesco), prevede il ritorno del satellite sulla Terra tra 50.000 anni. Per offrire ai nostri posteri una testimonianza concreta dell’anno 2002: poesie, desideri, racconti, sfoghi saranno conservati – assicurano gli organizzatori – senza censura sulla sonda spaziale. Che si chiama Keo perché la parola è formata dai tre suoni più diffusi nelle 100 lingue più parlate nel mondo. La sonda è programmata per navigare a 1.800 km sopra la Terra. Si tratta di una sfera del diametro di 80 cm, del peso di 100 kg e con due ali lunghe 10 metri: queste ali, visibili anche da Terra, si muoveranno col calore e la luce del Sole. La sonda sarà messa in orbita da un razzo e poi si muoverà sfruttando le forze gravitazionali della Terra e della Luna e la spinta della radiazione solare. Al suo interno conterrà un’enciclopedia digitale di tutto il sapere umano, una raccolta fotografica di volti dei vari continenti, una piastra raffigurante la configurazione del sistema solare, un diamante con 4 microsfere d’oro (contenenti una goccia d’acqua, una bolla d’aria, un po’ di terra e una goccia di sangue umano) e infine cd-rom su cui saranno registrati tutti i messaggi raccolti nel corso dell’anno. Sono allegate anche le istruzioni per costruire un cd rom se nel futuro questa tecnologia fosse ormai dimenticata. Philippe ha ideato Keo per convincere gli esseri umani a riflettere sul futuro. Ed ha scelto di inviare i messaggi nello spazio perché il cosmo appartiene a tutti e stimola l’immaginazione.