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 2002  agosto 13 Martedì calendario

Più si pesca più i pesci diventano piccoli. E non perché alla fine si prelevano individui sempre più giovani, ma perché pian piano gli animali si evolvono e si rimpiccioliscono, in modo da sfuggire alle reti: crescono più lentamente e raggiungono la maturità sessuale a dimensioni inferiori rispetto alle popolazioni ittiche non sottoposte alla pesca

Più si pesca più i pesci diventano piccoli. E non perché alla fine si prelevano individui sempre più giovani, ma perché pian piano gli animali si evolvono e si rimpiccioliscono, in modo da sfuggire alle reti: crescono più lentamente e raggiungono la maturità sessuale a dimensioni inferiori rispetto alle popolazioni ittiche non sottoposte alla pesca. Lo afferma uno studio pubblicato su ”Science”. David O. Conover e Stephan B. Munch, della State University of New York, hanno studiato l’evoluzione della Menidia menidia , un piccolo pesce argenteo dell’Oceano Atlantico. I ricercatori hanno fatto riprodurre i pescetti per quattro generazioni dopo aver sottratto ogni volta gli individui più grossi: alla fine la taglia media di un pesce diventava di 1,05 grammi. In un altro set di esperimenti hanno eliminato gli animali più piccoli, facendo riprodurre le taglie forti: in questo caso il peso medio era di 6,47 grammi. Insomma, quando si pesca, si impedisce ai pesci più grandi di riprodursi e di trasmettere questa caratteristica alla discendenza. Gli autori suggeriscono quindi la creazione di zone di riserva dove non si possa pescare: permettendo anche agli XXL di trasmettere i loro geni.