Varie, 14 agosto 2002
BARUCCI
BARUCCI Piero Firenze 29 giugno 1933. Economista. Politico. Ministro del Tesoro e della Funzione Pubblica nel Governo Amato e Ministro del Tesoro nel Governo Ciampi. Dal 2007 rappresentante dell’Unione nell’Antitrust • «Nel 1992, mentre la lira soffriva la crisi più grave della sua storia, affondata dalle speculazioni internazionali, lui sedeva in prima linea, ministro del Tesoro del governo Amato. Incarico che avrebbe ritrovato nell’altro esecutivo ”del presidente” (il governo Ciampi) solo un anno dopo. Ora [...] I presidenti di Camera e Senato, Bertinotti e Marini, lo mandano all’Antitrust. Siederà nell’organo che deve assicurare la leale competizione tra le imprese. [...] Barucci è stato presidente di molti istituti. Ultimo dei quali Banca Leonardo. Anche per questo, l’associazione dei consumatori Adusbef critica la sua nomina, che sarebbe ”bancocentrica”. Sempre ieri Bertinotti e Casini hanno scelto i professori Piero Calandra e Andrea Camanzi per quella che viene chiamata l´Autorità degli appalti: è l´Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture • «[...] considerato sul finire degli anni Ottanta banchiere in quota Scudo crociato, vicino al leader della sinistra Dc Ciriaco De Mita [...]» (Sergio Rizzo, ”Corriere della Sera” 30/8/2005) • «Professore di discipline economiche, è stato ed è ancora banchiere, ma si ricorda forse di più il suo impegno politico che l’ha portato ad essere protagonista di uno dei periodi più difficili dell’economia italiana nel secondo dopoguerra. Dal 28 giugno 1992 all’11 maggio del 1994, è stato ministro del Tesoro nei due ”governi del presidente”, guidati da Giuliano Amato e Carlo Azeglio Ciampi. Ha gestito la svalutazione della lira e l’uscita dal sistema monetario europeo, avviato il primo ciclo di privatizzazioni, le cessioni di Credito Italiano, Comit e Imi e lo smantellamento del sistema delle partecipazioni statali. Tornato banchiere, è presidente di Banca Leonardo, ha coltivato il ”vezzo” di occuparsi di calcio, impegnandosi con Franco Tatò in un tentativo, non riuscito, di salvare la Fiorentina dal fallimento della gestione Cecchi Gori. E il grande pubblico televisivo non ha certo dimenticato le sue incursioni a Quelli che il calcio nei panni di tifoso viola appassionato e competente [...]» (Carlo Laudisa, ”La Gazzetta dello Sport” 2/11/2004).