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 2002  agosto 26 Lunedì calendario

Bedodi Silvana

• . «Il compagno della sua infanzia è un pupazzo che si chiama Scimmiotto e che ora la guarda, fermo dentro la libreria a vetri. Che cosa vede, Scimmiotto? Vede Silvana, la sua padrona, in una stanza spoglia al quarto piano di un palazzo di periferia, seduta al suo tavolino che annota, che legge i suoi appunti minutissimi, che consulta per ore la Treccani e la ripone ordinatamente nella libreria di fronte. Silvana Bedodi, detta Sissi [...] è un’insegnante di lettere al biennio del Liceo classico di Cuneo, ma soprattutto è un fenomeno. Basta aprire a caso la Divina Commedia e leggere un verso qualunque per rendersene conto. Basta dire, per esempio: ”La fama che la vostra casa onora” e lei continuerà senza indugi: ”grida i segnori e grida la contrada, / sì che ne sa chi non vi fu ancora; / e io vi giuro, s’io di sopra vada, / che vostra gente onrata non si sfregia / del pregio della borsa e della spada”. E avanti così, sicura, a tutta birra, finché qualcuno non decide di interromperla e di ricominciare il gioco da un altro verso a scelta. Poi, potete chiederle: ma dove ci troviamo? Inferno, Purgatorio o Paradiso? E lei risponderà: ”Ottavo del Purgatorio, valletta dei principi negligenti: i Malaspina avevano larga e buona fama in Italia...”. Come un libro stampato. E allora dovete interromperla ancora una volta, perché altrimenti andrebbe avanti all’infinito. Sissi, che i suoi genitori chiamano Cucciolo o Barboncino, conosce a memoria la Divina Commedia. E non solo. Se volete vi può recitare buona parte dei Promessi sposi, gli interi inni e le tragedie manzoniane, ampi passi dell’Orlando furioso, della Gerusalemme liberata, del Giorno, dei romanzi e delle poesie di Hugo in francese, dei tragici greci in greco (’il pio Sofocle e il disincantato Euripide”), dei poeti latini in latino, con una lieve preferenza per Virgilio, Orazio, Ovidio. Ma non disdegna il satirico Giovenale né Catullo, Tibullo, Marziale. Vi declamerà ampie parti dell’Iliade e dell’Odissea (in greco), di un Leopardi, di un Pascoli, di un D’Annunzio. A vostra scelta. Mai visto niente di simile. Sissi lo sa e ne è fiera. Dice: ”Mi dica un verso di Virgilio, ad alta voce perché sono sordastra...”. Va bene, ecco un verso: ”At pater Anchises”. Non ti lascia finire e parte, rovesciando nell’aria parole, ritmi, esametri, dattili, trochei, egloghe. E quando la fermi, scoppia in una risata. ”Dài, un altro verso!”. Laureata a Torino in letteratura greca, è figlia di un militare in pensione e di una casalinga, con i quali abita da sempre in un appartamento di fianco al suo studio: ”Devo tutto a loro, mi hanno tenuta come una perla in un astuccio di velluto. Però durante la giornata, mentre studio, devono stare alla larga, altrimenti finisce che ci scanniamo. Mangio e dormo con loro quando sono un cucciolo, la studiosa poi viene qui a lavorare”. Ancora un sorriso sul viso bianco, Sissi mostra le sue opere: cinque voluminosi dattiloscritti che contengono altrettanti romanzi storici inediti. Su Federico II di Svevia; su Giulio d’Este; su Lucrezia Buonvisi da Lucca (’una monaca contemporanea della monaca di Monza, che fu complice di un delitto”); sul tempo di Marc’Aurelio e Apuleio; sul poeta Stazio. ”Il mio modello? Marguerite Yourcenar, ma voglio rendere omaggio anche a una scrittrice milanese: Giana Anguissola. Il mio stile è molto modellato su di lei, uno stile accurato, attento ai particolari senza essere prolisso. Poi manzoneggio anzichenò, a volte mi accorgo che inserisco espressioni classiche che mi sono rimaste impresse nella memoria. Ma le fonti sono tutte accertate e non eccedo in fantasticherie”. Nemmeno nell’unico romanzo pubblicato (dall’editore leccese Besa), che ha per protagonista un personaggio dantesco, il pellegrino provenzale Romeo di Villanova. Già, Dante. Si narra che sulle montagne della Sardegna e sull’Appennino tosco-emiliano pastori e contadini, nei tempi morti durante il pascolo, amassero mandare a memoria il poema dantesco. Ma per Sissi non esistono tempi morti: ”Sin dalle scuole medie ammiravo i professori che recitavano a memoria brani di letteratura. Mi dicevo: voglio fare anch’io la stessa cosa e così cominciai pensando a Cicerone: memoria minuitur nisi eam exerceas . La memoria diminuisce se non la eserciti”. E allora? ”Ho cominciato mandando a mente ogni giorno qualche verso, diciotto ex novo negli anni migliori; durante la giornata ripassavo il repertorio studiato, sotto la doccia, durante la colazione, durante i viaggi in treno che mi portavano in università a Torino. Ho preparato delle tabelle in modo da rispettare i tempi”. Sissi estrae da un cumulo di carte un grande foglio in cui sono segnati gli incipit dei brani da ripassare giorno per giorno. ”Dante è extra, quotidianamente ripeto dodici canti; poi ci sono gli altri: Omero, Orazio, Virgilio, Catullo, Tibullo, Giovenale, che mi piace moltissimo, ma sono versiculi, come direbbe Marziale, per i quali mi basta mezz’ora al giorno. Quattro ore sono dedicate alla scrittura, per il momento sto lavorando a un’opera sull’età di Diocleziano e Costantino, dal punto di vista delle donne. Ci sono anch’io, mi chiamerò Zenobia”. Una disciplina ferrea per un hobby che sfiora l’ossessione. E che non tutti apprezzano. Per esempio, i colleghi di Sissi: ”Non pretendo che mi si costruisca un arco di trionfo, ma le pare possibile che in una scuola si debba sentire una frase del genere: è proprio sapere Dante a memoria che non va bene. C’è voluto un cordiale per rianimarmi... Appena uscita dal guscio protettivo di casa mia ho sbattuto il mio nasino contro il muro dell’arroganza. Ho fatto tante brutte esperienze: l’uomo che non sa elevarsi ai vertici sommi bolla tutti quelli che raggiungono le vette più alte, e per invidia o per altri inconfessabili sentimenti esce dalla natura umana e diventa belva”. Misantropia? ”No, no. Da quando è morta di Alzheimer la mia migliore amica, mi sono proposta di non affezionarmi più a nessun altro perché si soffre troppo. Così, ho dedicato la mia vita e le mie energie allo studio”» (Paolo Di Stefano, ”Corriere della Sera” 9/7/2002).