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 2002  agosto 26 Lunedì calendario

Burke Solomon

• Philadelphia (Stati Uniti) 21 marzo 1936, Haarlemmermeer (Olanda) 10 ottobre 2010. Musicista • «[…] patriarca del soul ha interpretato una delle canzoni più popolari dell’America degli anni Sessanta, Everybody needs somebody to love (ripresa anche dai Blues Brothers), ma ha incassato il primo Grammy Award soltanto […] grazie all’album Don’t give up on me, in cui cantava brani di Elvis Costello e Tom Waits. […] “Solomon Burke potrebbe cantare l’elenco del telefono ed essere impeccabile”, dice di lui Van Morrison. […]» (Giuseppe Videtti, “la Repubblica” 29/3/2005) • «Battezzato negli anni Sessanta “Re del rock’n’soul”, interprete dell’indimenticabile Everybody needs somebody to love che i Blues Brothers hanno reso inossidabile, è un vescovo vero. La sua è una chiesa di tipo battista che lui definisce “non settaria”. Nel suo mondo tutto è fuori misura: i duecento chili che si trascina dietro da decenni, il volume delle incisioni, che tra soul e gospel, è ormai incalcolabile, la dimensione della sua famiglia, 4 mogli, 14 figlie, 7 figli e 63 nipoti. […] “Il momento più emozionate è stato il giorno in cui mi sono inginocchiato davanti a Sua santità Giovanni Paolo II e ho cantato in Vaticano al Giubileo delle famiglie, il 14 ottobre 2000. Il Papa è stato affettuoso. Abbiamo parlato di musica, mi ha detto: lo sa che anche io ho scritto canzoni e sono stato un attore? […] I nomi si affollano nella mia memoria: Count Basie, Cab Calloway, Louis Armstrong, Dean Martin, Sammy Davis Jr., lo adoravo, mi piaceva il suo karma, il suo talento naturale di showman. Poi ci sono persone che ho idolatrato, come Sam Cooke, Jackie Wilson e Nat King Cole. Infine il trombettista Al Hibbler, e la grande Dinah Washington. Ho sempre sognato di incidere un album di jazz con le sue canzoni”» (Giuseppe Videtti, “la Repubblica” 4/7/2002).