Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2002  agosto 25 Domenica calendario

Il conte Robert de Montesquiou-Fézensac, arbitro dell’eleganza nella società parigina al tempo di Proust (che s’ispirò a lui per il personaggio del barone de Charlus): «Un dandy alto, snello e arrogante, che amava definirsi un levriero col cappotto

Il conte Robert de Montesquiou-Fézensac, arbitro dell’eleganza nella società parigina al tempo di Proust (che s’ispirò a lui per il personaggio del barone de Charlus): «Un dandy alto, snello e arrogante, che amava definirsi un levriero col cappotto. Dopo una serie d’eccentricità giovanili, era approdato alla sublime semplicità dei celebri abiti grigio scuro, eco attenuata del nero di Baudelaire, rischiarati dalle infinite sfumature delle morbide cravatte pastello. Quando Proust lo conobbe, il conte aveva già cominciato a compensare il trascorrere degli anni con un lieve trucco» (Giuseppe Scaraffia).