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 2002  agosto 25 Domenica calendario

Giorgio Soavi nel 1945 trovò lavoro a Roma come cantante di night club. L’idea fu della cugina Elena, che lo raccomandò al direttore del Gran Caffè Berardo dove venne assunto come cantante in prova (orario: dalle 18 e trenta alle ventitré; come repertorio alcuni successi americani)

Giorgio Soavi nel 1945 trovò lavoro a Roma come cantante di night club. L’idea fu della cugina Elena, che lo raccomandò al direttore del Gran Caffè Berardo dove venne assunto come cantante in prova (orario: dalle 18 e trenta alle ventitré; come repertorio alcuni successi americani). Soubrette del locale era Isa Di Marzio, sempre vestita di lustrini, che conversava con i militari grazie a un taccuino con su scritta la pronuncia delle frasi inglesi più comuni: «Gud nait, au ar iu? Uot is iur nem?». Ogni due ore, negli intermezzi, lei si esibiva ballando in tutù. Soavi arrotondava lo stipendio cantando ai matrimoni delle coppie italo-americane che si formavano nel night: «In una giornata arrivavo a guadagnare varie centinaia di lire, più i pasti e le sigarette». Dopo aver cantato per qualche mese anche all’Embassy Club di Milano emigrò a Firenze, dove fece il correttore di bozze per il quindicinale "Il Mondo" diretto da Alessandro Bonsanti: «Forse non ero stato un grande cantante di night, ma in quanto correttore di bozze offrii davvero il peggio di me. Mi sfuggivano refusi clamorosi. Gli autori degli articoli mi temevano come un’epidemia».