Benedetta Craveri, "la Repubblica" 24/8/2002, 24 agosto 2002
«Da sempre oggetto di scandali, rapaci, lussuriose, seminatrici di discordia, le amanti reali erano ritenute in primo luogo responsabili della condizione di peccato che non consentiva agli "unti del Signore" di accostarsi ai sacramenti, venendo così meno alla loro funzione sacrale e taumaturgica, ed esponendo il paese alla collera divina
«Da sempre oggetto di scandali, rapaci, lussuriose, seminatrici di discordia, le amanti reali erano ritenute in primo luogo responsabili della condizione di peccato che non consentiva agli "unti del Signore" di accostarsi ai sacramenti, venendo così meno alla loro funzione sacrale e taumaturgica, ed esponendo il paese alla collera divina. Ma, non diversamente da quanto accadeva con gli odiati primi ministri, esse fungevano anche da salutare capro espiatorio, attirando su di sé il malcontento popolare senza mettere in discussione la legittimità dell’istituto monarchico. E Maria Antonietta sarebbe stata la prima a pagare il costo della loro scomparsa» (Benedetta Craveri).