28 agosto 2002
GUGLIELMINETTI
Eugenio. «Conosciuto nel mondo per le mirabolanti scenografie che hanno accompagnato il teatro negli ultimi cinquant’anni e per le invenzioni sceniche, si può dire, dell’intera storia delle televisione italiana, dai grandi sceneggiati degli anni 60 e 70 alle ultime trasmissioni di divulgazione scientifica, Nel regno degli animali di Giorgio Celli e La macchina meravigliosa di Piero Angela. Meno o per nulla noti erano invece i suoi ”legni” che escono ora dal laboratorio (e sarebbe meglio dire dal suo teatrino privato) sulle colline di Asti, a San Desiderio di Calliano, vera fabbrica di idee, immagini, colori assemblati in materiali poveri - legno, ma non solo -, quasi collage di avanzi di segheria, ritagli di rifiuti recuperati e trasfigurati, composizioni con effetti di insieme che si direbbero cubisti. Li ha portati ora a Parigi, all’Istituto Italiano di cultura in rue de Varenne, che ne ha ricavato una bella mostra - I Legni, appunto - ripagata da un vivo successo di pubblico. [...] ”Decano degli scenografi italiani”, ripaga la Francia, seconda patria, anche con la donazione al Dipartimento dello Spettacolo della Bibliothèque Nationale di duemila disegni e bozzetti di scene e costumi dei suoi cinquant’anni di lavoro. A Parigi, sessant’anni fa, negli ateliers di Saint-Germain-des-Prés ha trovato gli attrezzi di formazione del mestiere: ”Devo alla Francia le mie letture di adolescente e il mio incontro con la pittura dei grandi contemporanei”» (Cesare Martinetti, ”La Stampa” 5/7/2002).