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 2002  agosto 30 Venerdì calendario

Brunerie Maxime

• . Nato a Evry (Francia) il 21 maggio 1977. L’uomo che il 14 luglio 2002 cercò di uccidere a fucilate Jacques Chirac. «’Non fatemi male, non fatemi male” ha supplicato muovendo a fatica le guance inchiodate al selciato del marciapiede, all’inizio degli Champs-Elysées. ”Non picchiatemi” ha chiesto mentre lo strattonavano fino al furgone, che lo avrebbe fatto sparire dalla faccia della festa nazionale, ma non dai titoli dei telegiornali. Alla casa della famiglia Brunerie, in un quartiere di villette della cittadina, meno di un’ora più tardi è piombato uno squadrone di poliziotti e giornalisti, tutti intenzionati a scoprire chi fosse l’uomo che aveva sconvolto uno dei più placidi 14 luglio degli ultimi anni in Francia. Il primo in cui Chirac non aveva da guardarsi le spalle, per sorvegliare le mosse politiche dell’inviso concubino socialista, Lionel Jospin. [...] Milita nel Gu, ”Groupe Union Défense”, da almeno cinque anni, quando ha cominciato a farsi notare dalla polizia dell’Essonne come un esagitato, violento, pronto a buttarsi nella mischia. ”Un hooligan della destra”, ”Un mitomane estremista”, sono le scarne definizioni che lo accompagnano nei commissariati locali, gli unici dove il suo nome fosse già conosciuto. Tutt’altra impressione ne ha la sua vicina: ”E’ un ragazzo tranquillo, sempre calmo, mai sgradevole. Abita con i suoi genitori e la sorellina, ma adesso sono in vacanza”. Al campanello della famiglia Brunerie infatti non risponde nessuno. Gli uomini dell’antiterrorismo rovistano ovunque nell’appartamento, ma ne escono ufficialmente a mani vuote: non è un covo di sovversivi; e nemmeno la stanza da letto di Maxime ha fornito indizi utili agli investigatori. [...] La sua professione ufficiale è di autista privato. Un’occupazione che gli serviva a mantenersi agli studi, nonostante la politica sembrasse attirarlo molto di più di qualunque altra carriera» (’la Repubblica”, 15/7/2002).