Varie, 30 agosto 2002
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Camoranesi Mauro
• German Tandil (Argentina) 4 ottobre 1976. Calciatore. Lanciato dal Verona, con la Juventus vinse tre scudetti (2002/2003, 2004/2005, 2005/2006, gli ultimi due revocati) e un campionato di B (2006/2007). Primo oriundo della nazionale italiana dopo decenni, vinse i mondiali 2006. Nel 2010/2011 passò allo Stoccarda • «Un’ala di quelle che c’erano una volta, ondeggia con il pallone tra finte e dribbling, ama la fantasia senza ostentarla, ha momenti di tradizionale cattiveria sudamericana e lampi di genio selvaggi» (Emanuele Gamba). «Quando azzecca la giornata, è un vero uragano. Sulla fascia destra sa essere imprendibile. La sua prima grande partita italiana è datata 5 novembre 2000. Quella sera al Bentegodi c’era l’Inter, nella quale rientrava Christian Vieri dopo un lungo infortunio. Quella sera fu protagonista di una gara straordinaria. Fece impazzire l’Inter, che riuscì a salvarsi con un 2-2 risicato. La gara era il posticipo serale e furono molti gli allenatori di grandi squadre a rimanere impressionati da questo folletto, che andava via sulla destra con la palla attaccata al piede e arrivava sul fondo con una facilità inusuale. Era un uomo-mercato anche nel 2001. Lo volevano la Roma e la Lazio, ma il Verona chiedeva un sacco di soldi. Alla fine, visto che l’ingaggio non era proibitivo, Giambattista Pastorello decise di trattenerlo ancora per una stagione, con l’intenzione di valorizzarlo ulteriormente. Impresa riuscita, visto che poi Camoranesi ha conquistato addirittura la Juventus, consentendo al Verona di mettere a posto una buona parte dei suoi problemi economici. La valutazione di 7,5 milioni di euro data al ragazzo è molto alta, sui livelli dei mercati degli anni scorsi. Per lui la crisi del calcio sembra non essere mai cominciata. L’unica piccola concessione all’austerità è relativa al contratto, che sarà importante ma non principesco: 600.000 euro all’anno, accordo quadriennale. E’ un giramondo del calcio […] Nel suo Paese ha giocato con la maglia di una piccola società, l’Aldosivi, ma quando era ancora giovanissimo (19 anni) è emigrato in Messico, nel Santos Laguna. Poi è tornato a Buenos Aires e ha vestito nella stagione 1997-98 la maglia del Banfield, in serie B, la squadra dove fino al 1995, sulla sua stessa fascia, aveva giocato Javier Zanetti. Non è stato profeta in patria, perché nella stagione successiva, per strappare un ingaggio interessante, è andato di nuovo in Messico, stavolta nel Cruz Azul. Qui si è anche scoperto goleador: in due stagioni ha totalizzato 32 reti in 78 partite. Proprio dal Cruz Azul è passato al Verona, nell’estate 2000. Un’operazione a costo relativamente basso, circa 3 miliardi delle vecchie lire. Quando Sandro Mazzola lesse la notizia di questo ingaggio, si illuminò in viso: “Il Verona ha fatto un grosso colpo. Conosco Camoranesi, può essere il nuovo Simeone”. Il Baffo si riferiva al temperamento di questo ragazzo, che in effetti ha dimostrato una grandissima grinta, una notevole voglia di arrivare. E’ stato un grande protagonista della salvezza nel primo anno veronese, segnando anche 4 gol in 22 partite. Nel 2001 invece il Verona è retrocesso all’ultima giornata ma l’argentino ha rappresentato una delle poche note positive della stagione dei veneti. Ha segnato 3 reti in 29 gare. Visto in campo, sembra piccolino, ma in realtà è alto 1,77 e pesa 70 chili» (“La Stampa”, 12/7/2002) • «In Argentina mi conoscono soltanto quelli che sanno tutto di calcio, almeno per adesso. I macellai, ad esempio, non sanno nemmeno chi sono» (“la Repubblica”, 20/9/2002).