Varie, 30 agosto 2002
CECCHINI Loris
CECCHINI Loris Milano 7 maggio 1969. Artista. «Realizza nel suo studio dei piccoli modellini giocattolo, macchine, aerei e altri oggetti. Poi fotografa le scene che, grazie ad una macroinquadratura, diventano difficili da decifrare come false, almeno in un primo momento. Con un programma di computer grafica digitale, inserisce sulla scena immagini di persone reali, innescando nello spettatore un corto circuito tra realtà e finzione. Questo stesso meccanismo destabilizzante viene attivato con le opere scultoree […] Ossessionato dal valore conoscitivo della ripetizione, insiste sul carattere “liquefatto” delle sue opere tridimensionali modellate dal vero ma che, con l’omogenea colorazione grigia, vengono immediatamente segnalate come artificiali. Lavorando sull’idea di accumulo e strizzando l’occhio al New-dada e alla Pop-art di Claes Oldenburg, queste opere tridimensionali […] vogliono creare un effetto di estraniamento, oscillando tra virtuale e reale, mettendo in discussione le nostre categorie di pensiero. Al di là del loro carattere accattivante e ironico, le sue opere ci parlano della condizione contemporanea, fragile e contraddittoria, dove “il teatro dell’esistere si ricompone in assemblaggi fortuiti, in territori in cui non è prevista né stanzialità né definitiva occupazione”» (Valentina Bruschi, “Il Messaggero” 12/7/2002).